Iperammortamento 2026: perché il gestionale resta fuori

Iperammortamento 2026: maggiorazione del 180%, ma i software di gestione dei processi aziendali restano quasi tutti fuori. Date, cifre e cosa fare.

Iperammortamento 2026: perché il gestionale resta fuori

In breve

  • L'iperammortamento 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 427-436; decreto interministeriale 7 maggio 2026) ha sostituito il credito d'imposta sui beni immateriali 4.0 e maggiora il costo del 180% fino a 2,5 milioni di euro, del 100% da 2,5 a 10 milioni e del 50% da 10 a 20 milioni, per investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
  • Per rientrare, il bene degli Allegati IV e V deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura: un gestionale amministrativo o un CRM, da soli, quasi mai lo sono. I canoni SaaS sono usciti dal testo firmato del decreto.
  • Il vecchio credito d'imposta sui beni immateriali (15%, su un massimo di 1 milione di euro) è chiuso: investimenti entro il 30 giugno 2026 e comunicazione finale entro il 15 settembre 2026.
  • Il Bando Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026, che ammetteva esplicitamente ERP e CRM, ha aperto le domande il 28 luglio 2026 alle 11:00 e ha chiuso il 29 luglio alle 10:09, esaurendo 4.463.500 euro di dotazione.
  • Conseguenza pratica: a ottobre 2026 un gestionale si decide sul ritorno che produce, non sull'incentivo che non c'è.

Perché gli incentivi software del 2026 non somigliano a quelli del 2025

Fino all'anno scorso la conversazione con l'imprenditore era semplice: il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali copriva i beni immateriali tecnologicamente avanzati al 15% del costo, su un massimale di 1 milione di euro. Un software interconnesso rientrava, il credito si compensava in F24, e la decisione sul gestionale arrivava con uno sconto in tasca.

Quella misura non c'è più. La legge di bilancio 2026 l'ha sostituita con un meccanismo diverso nella forma e, soprattutto, nel perimetro: non più un credito d'imposta compensabile, ma una maggiorazione del costo rilevante ai soli fini della deduzione fiscale. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy la pubblica come Nuovo Piano Transizione 5.0 - Iperammortamento; tutti la chiamano iperammortamento 2026. Il cambio di forma è gestibile, il cambio di perimetro no: è il punto che molti imprenditori scoprono tardi, dopo aver impostato il budget dell'anno su un'agevolazione che il loro investimento non prende.

Iperammortamento 2026: generoso sulle macchine, chiuso sul gestionale

La misura è aperta e si rivolge a tutte le imprese residenti in Italia, a prescindere da forma giuridica, settore, dimensione e regime fiscale. La maggiorazione del costo di acquisizione è scaglionata sull'importo complessivo annuo: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% tra 2,5 e 10 milioni, 50% tra 10 e 20 milioni.

Sulla carta è più generosa del credito d'imposta che ha sostituito. Su 60.000 euro di investimento ammissibile, una maggiorazione del 180% aggiunge 108.000 euro di costo deducibile: con IRES al 24% sono 25.920 euro di minori imposte, distribuite lungo il piano di ammortamento. È un calcolo illustrativo sulle aliquote pubblicate dal MIMIT: l'importo effettivo dipende dal regime fiscale dell'impresa e va confermato dal commercialista.

Il requisito che taglia fuori gli ERP

Il problema non è l'aliquota, è l'elenco. I beni ammissibili sono quelli degli Allegati IV e V della legge 199/2025, che hanno preso il posto degli allegati A e B della legge 232/2016. Per i beni immateriali dell'Allegato V il decreto attuativo richiede l'interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, e vuole che quel collegamento sia dimostrato dalla perizia.

Su questo punto Il Sole 24 Ore è esplicito: l'elenco dei beni immateriali «esclude quasi totalmente qualsiasi software indirizzato alla gestione dei processi aziendali». Dentro i software legati al sito produttivo, quelli che pilotano o monitorano la fabbrica; fuori, nella sostanza, contabilità, ciclo attivo e passivo, CRM, gestione documentale, timesheet.

Tradotto per una PMI manifatturiera del mantovano: il MES che raccoglie i dati dalle macchine ha una strada; il modulo che trasforma quei dati in costo di commessa, marginalità per cliente e scadenziario non ce l'ha, benché sia la parte che fa prendere decisioni. L'agevolazione finanzia i sensori, non il cervello che li legge.

I canoni SaaS sono usciti dal decreto

C'è un secondo dettaglio che vale più di quanto sembri. Nella versione precedente del decreto attuativo esisteva un comma che estendeva il beneficio ai canoni per l'accesso ai beni immateriali dell'Allegato V, cioè al software fruito in modalità SaaS. Nel testo firmato quel comma non c'è più.

In attesa della circolare operativa, il canone di un abbonamento resta quindi con buona probabilità fuori dall'agevolazione, mentre un bene capitalizzato può rientrarci se soddisfa i requisiti. È la seconda volta in un anno che una norma tratta diversamente chi possiede il proprio software e chi lo affitta: la prima è il Data Act, di cui abbiamo scritto parlando di cosa cambia dal 12 gennaio 2027 per chi vuole cambiare fornitore cloud.

Gli adempimenti costano, e non si scalano

La procedura passa dalla piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) in tre comunicazioni sequenziali — preventiva, di conferma con acconto del 20%, di completamento — e richiede una perizia tecnica asseverata da un ingegnere o perito industriale iscritto all'albo più una certificazione contabile del revisore legale. Non è prevista l'autodichiarazione per gli importi piccoli, come avveniva sotto la soglia dei 300.000 euro nel regime precedente, e il decreto non rimborsa questi oneri.

È un costo fisso: su un investimento da 2 milioni di euro si diluisce, su un progetto software da qualche decina di migliaia può mangiarsi una fetta visibile del beneficio, prima ancora di sapere se l'investimento è ammissibile.

Il credito d'imposta sul software è chiuso: le date esatte

Chi valuta un investimento oggi ha spesso in mente il regime precedente, perché è quello che ha usato l'ultima volta. Il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali prevedeva, per i beni immateriali dell'Allegato B, il 15% del costo su un massimo di 1 milione di euro ammissibile. La catena per gli investimenti 2025: ordine accettato entro il 31 dicembre 2025 con acconto minimo del 20% nella stessa data, investimento completato entro il 30 giugno 2026, comunicazione di completamento entro il 31 luglio 2026, poi prorogata al 15 settembre 2026.

Il 15 settembre 2026 è passato. Non esiste più un percorso per far entrare in quella misura un gestionale acquistato oggi, e il nuovo regime non si applica agli investimenti che hanno beneficiato del credito 4.0 per il 2025.

Il voucher che copriva ERP e CRM è durato 23 ore

C'era una misura, in Lombardia, che nominava esplicitamente i sistemi ERP e CRM tra le spese ammissibili: il Bando Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026, gestito dalle Camere di Commercio lombarde. Copriva l'acquisto di beni e soluzioni in ambito intelligenza artificiale, cloud, cybersecurity, additive manufacturing, IoT, robotica e sistemi ERP/CRM, più consulenza e formazione da fornitori qualificati.

Voucher massimo 10.000 euro, pari al 50% delle spese ammissibili, investimento minimo 4.000 euro, dotazione complessiva 4.463.500 euro ripartita tra sei Camere di Commercio, fra cui Cremona-Mantova-Pavia e Brescia. Caricamento documenti dalle 10:00 dell'8 luglio 2026, invio domande dalle 11:00 del 28 luglio 2026, chiusura per esaurimento risorse il 29 luglio 2026 alle 10:09.

Ventitré ore. Chi non aveva progetto, fornitore e documenti pronti settimane prima non ha avuto modo di partecipare: è la dinamica dei bandi a sportello, che non premiano il merito del progetto ma chi era pronto.

L'altra misura regionale di cui si parla molto, Competenze & Innovazione - seconda edizione, copre il 70% dei costi fino a 50.000 euro con una dotazione da 10 milioni, ma finanzia competenze, formazione e riqualificazione professionale, non l'acquisto del software; e le domande si sono chiuse il 22 maggio 2026.

Le tre misure a confronto

Il quadro al 6 ottobre 2026, letto da chi deve decidere su un gestionale.

  • Iperammortamento 2026-2028 — Stato: aperto, investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Beneficio: maggiorazione del costo del 180% fino a 2,5 milioni di euro. Il gestionale rientra? Quasi mai: serve l'interconnessione al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Canoni SaaS: esclusi. Adempimenti: tre comunicazioni GSE, perizia asseverata, certificazione contabile, oneri non rimborsati.
  • Credito d'imposta beni strumentali, immateriali Allegato B — Stato: chiuso. Beneficio: 15% del costo, massimo 1 milione di euro di investimento. Ultime date utili: investimento entro il 30 giugno 2026, completamento entro il 15 settembre 2026. Il gestionale rientrava? Sì, se interconnesso.
  • Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026 — Stato: chiuso per esaurimento il 29 luglio 2026 alle 10:09. Beneficio: 50% delle spese, massimo 10.000 euro, investimento minimo 4.000 euro. Il gestionale rientrava? Sì, ERP e CRM erano nominati tra le spese ammissibili. Dotazione: 4.463.500 euro in 23 ore.

In una riga: la misura aperta è quella che non ti prende, e le due che ti prendevano sono chiuse.

Cosa cambia nella decisione di un imprenditore

La conclusione non è «niente incentivi, niente investimento». È più precisa: il software che fa funzionare l'azienda non è una voce che lo Stato finanzia, e questo va messo nel conto invece di aspettare che cambi.

Primo: valuta il progetto sul ritorno, non sulla fiscalità. Un investimento che stava in piedi solo col 15% di credito d'imposta non stava in piedi. Le domande che contano: quante ore di reinserimento dati elimina a settimana, quanti giorni anticipa la chiusura del mese, quanto margine recupera su commesse che oggi scopri in perdita a lavoro finito. Sono numeri misurabili in una settimana di osservazione, e reggono il progetto con o senza bando.

Secondo: separa il bene agevolabile dal resto. Se l'investimento include componenti genuinamente collegate al sito produttivo — raccolta dati macchina, controllo di processo, rilevazione in reparto o in cantiere — vale la pena perimetrare quelle voci e farle valutare da un tecnico abilitato ai fini dell'iperammortamento 2026, tenendo il resto fuori. È un lavoro da fare prima del contratto, con il commercialista e un perito, non con il fornitore del software. In cantiere il discorso è analogo a quello del badge digitale di cantiere: la parte normata e la parte gestionale viaggiano su binari diversi.

Terzo: possedere e affittare non sono più equivalenti nemmeno fiscalmente. Un canone SaaS è un costo d'esercizio e, dopo l'uscita del comma sui canoni dal decreto, non accede alla maggiorazione; un software su misura capitalizzato è un asset dell'azienda, che in presenza dei requisiti può accedervi e che in ogni caso resta tuo. La differenza vera, però, è un'altra: sul software che possiedi puoi costruire. Se domani vuoi mettere un agente AI sopra i tuoi processi, quell'agente ha bisogno del contesto operativo — anagrafiche, storico ordini, tempi di produzione, marginalità reali — e quel contesto vive nel gestionale. Chi lo affitta affitta anche il substrato su cui l'AI dovrebbe lavorare. È la stessa logica del magazzino unico fra negozio ed e-commerce: prima i dati in un posto solo, poi il resto diventa possibile.

Domande frequenti

Un software gestionale rientra nell'iperammortamento 2026?

Quasi mai. L'iperammortamento 2026 ammette i beni immateriali dell'Allegato V della legge 199/2025 solo se interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, e secondo Il Sole 24 Ore l'elenco esclude quasi totalmente il software indirizzato alla gestione dei processi aziendali. Un ERP amministrativo, un CRM o un software per timesheet, da soli, non soddisfano quel requisito.

I canoni di un software in abbonamento sono agevolabili?

Con buona probabilità no. La versione precedente del decreto attuativo conteneva un comma che estendeva il beneficio ai canoni per l'accesso ai beni immateriali dell'Allegato V, cioè al SaaS, ma nel testo firmato quel comma è stato rimosso. La conferma definitiva è attesa dalla circolare operativa; fino ad allora un canone va considerato fuori dall'agevolazione.

Il credito d'imposta sui beni immateriali 4.0 è ancora utilizzabile?

No, non per nuovi investimenti. Era il 15% del costo su un massimo di 1 milione di euro ammissibile, e l'ultima finestra richiedeva investimenti completati entro il 30 giugno 2026 e comunicazione di completamento entro il 15 settembre 2026. Chi ha chiuso l'iter nei termini mantiene il credito; chi investe oggi non ha accesso alla misura.

Quali adempimenti richiede l'iperammortamento 2026?

Tre comunicazioni sequenziali sulla piattaforma GSE: preventiva (attiva dal 12 giugno 2026), di conferma entro 60 giorni dall'esito positivo e legata a un acconto pari almeno al 20% del costo (dal 21 luglio 2026), di completamento entro il 15 novembre 2028. Più i dati degli investimenti entro il 20 gennaio e il piano di ammortamento entro il 30 giugno. Obbligatorie una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile del revisore legale, senza autodichiarazione per gli importi bassi.

Ci sono bandi aperti in Lombardia per finanziare un gestionale a ottobre 2026?

Al 6 ottobre 2026 le due misure regionali più citate sono chiuse. Il Bando Voucher Doppia Transizione Lombardia 2026, che ammetteva esplicitamente ERP e CRM con voucher fino a 10.000 euro al 50%, ha esaurito i 4.463.500 euro di dotazione il 29 luglio 2026 alle 10:09, meno di 24 ore dopo l'apertura. Competenze & Innovazione - seconda edizione ha chiuso il 22 maggio 2026 e finanzia formazione, non software. Conviene monitorare i portali di Regione Lombardia e della propria Camera di Commercio con il progetto già pronto.

Quanto vale concretamente la maggiorazione del 180%?

Non è uno sconto del 180% sul prezzo, è un aumento del costo deducibile: su 60.000 euro di investimento ammissibile si aggiungono 108.000 euro deducibili, che con IRES al 24% valgono circa 25.920 euro di minori imposte, spalmati lungo il piano di ammortamento e non incassati subito. È un calcolo illustrativo: il valore reale dipende dal regime e dalla capienza fiscale dell'impresa e va verificato con il commercialista.

Conviene aspettare un nuovo incentivo prima di rifare il gestionale?

Attendere ha un costo quantificabile, mentre l'incentivo futuro è un'ipotesi. La finestra dell'iperammortamento 2026 resta aperta fino al 30 settembre 2028 e la circolare operativa potrebbe chiarire il perimetro dei beni immateriali, ma nessuna misura oggi in vigore è stata scritta per finanziare un software di gestione dei processi. Se il doppio inserimento dati costa ore misurabili ogni settimana, quelle ore scorrono anche nei mesi di attesa.

Fonti

Dati verificati il 6 ottobre 2026. Le misure cambiano: prima di impostare un investimento verifica lo stato aggiornato sulle fonti ufficiali e confrontati con il tuo commercialista.

Parliamone sui tuoi numeri

Se stai valutando un gestionale e vuoi capire quali voci del progetto hanno una possibilità concreta di rientrare nell'iperammortamento 2026 e quali vanno decise sul ritorno operativo, scrivici per una call conoscitiva: guardiamo i tuoi processi, misuriamo dove si perdono ore e dati, e ti diciamo con chiarezza cosa conviene fare adesso e cosa no.

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